martedì 8 luglio 2014

Die Verwandlung


Germania, 1975
54 min.
Regia: Jan Němec
Sceneggiatura: Jan Němec, Jirì Němec, dall'omonimo racconto di Franz Kafka
Fotografia: Thomas Mauch, Nicole Gasquet
Musica: Eugen Illin
Cast: Heinz Bennent, Zdenka Prochazková, Edwige Pièrre, Achim Strietzel, Tamara Kafka, Gunnar Holm-Petersen, Karl Renar, Alfred Baarovy, Herbert Klein, Dieter Kettenbach

 
Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò trasformato in un enorme insetto.


 
Questo è un progetto che risale alla prima metà degli anni ’60, lo scrissi insieme a mio cugino Jirì, ma all’epoca non lo potei realizzare perché non avevamo abbastanza soldi per pagare i diritti a chi deteneva l’opera. Nel ’75 invece erano già passati cinquant’anni dalla morte dell’autore, così abbiamo portato a termine il progetto con la televisione tedesca. Io avevo da tempo pronti sceneggiatura e progetto generale, avrei potuto essere il primo a portare Kafka sullo schermo… ma Orson Welles mi precedette e lo fece prima di me! Die Verwandlung narra del movimentato destino di Gregor Samsa. E noi, con l’aiuto della macchina da presa, ci proveremo a guardare il mondo attraverso i suoi occhi, per tutta la durata della sua vita; ciò significa che il film sarà interamente narrato in soggettiva, fino alla fine. Non vedremo mai Gregor Samsa; ogni suo movimento, spostamento sarà un movimento della macchina da presa; quando qualcuno gli parlerà, lo farà direttamente all’obiettivo. Durante il suo bizzarro isolamento, spesso il mondo circostante si ridurrà ai suoni; dunque anche noi ci abitueremo, e presto dai passi, dai minimi rumori, da parole smozzicate e da singole frasi impareremo a farci un’idea di quel che ci accade intorno.
Jan Němec




Lei mi ha scritto ultimamente che Ottomar Starke disegnerà un frontespizio per La metamorfosi […] Siccome Starke fa delle effettive illustrazioni, mi è passato per la mente che magari voglia disegnare l’insetto stesso. Questo no, per carità, questo no! […] Non lo si può far vedere neanche da lontano.
Franz Kafka


martedì 1 luglio 2014

A zona


Portogallo, 2008
95 min.
Scritto e diretto da Sandro Aguilar
Fotografia: Paulo Ares
Cast: Isabel Abreu, António Pedroso, Cátia Afonso, Tiago Barbosa, Guilherme Pina Cabral, Nuno Bernardo, Manuel Mesquita


È un cinema che osserva da vicino, fino al bianco sporco delle pupille, quello del portoghese Sandro Aguilar; il regista portoghese racconta praticamente solo attraverso le immagini la storia di tre persone che si trovano a dover affrontare il dolore della perdita di una persona cara: un uomo, Rui, assiste al lento spegnersi del padre, Luisa è alle prese con la morte del marito proprio mentre partorisce e un'altra donna vede sparire il proprio marito senza più trovarlo.



 
Le tre vite sono ispezionate, analizzate nei loro piccoli gesti quotidiani fino a far risaltare il vuoto, l’inconsistenza degli spazi attorno ai loro movimenti. La macchina da presa di Aguilar con la sua mobilità lascia tutto in sospeso: le storie si confondono con i loro flashback con un passaggio talmente lieve che sembra quasi un fiorire spontaneo di momenti e alla fine non si è più sicuri se siano gli oggetti a svuotarsi del loro valore o addirittura le persone stesse. Con la morte il valore che circondava gli spazi si muta, è quasi consumato dai personaggi stessi, così come si consumano le sigarette sparse in ogni scena – e l’immagine in cui si vedono le cicche in piedi, ormai quasi del tutto bruciate, è forse il riassunto di tutto il film.
Tratto da sentieriselvaggi.it